Biografy

Leo Martera

Due to all his dedication, sensitivity and passion for music, Leo Martera released with important labels and his output are supported and played by reference artists, such as: Luciano, Noir, Dubfire, Laurent Garnier, Marco Carola, Roger Sanchez, Paco Osuna, Richie Hawtin, Basti Grub.

A well-respected underground drummer, he still plays in the band Neon, reference group of European electro dark-wave. He also played as drummer for Planet Funk band, recording The Illogical Conseguence album (EMI music) and took part to their European live performances. In 2018 he worked on the artistic production of the album Toccato Dal Fuoco Redux by Anhima, in which he also appeares as drummer and composer of two of the 14 pieces of the album.

Along his dynamic path, Leo Martera has been the creator and founder of two original projects: the 2TooDrums, duo of disc jockey and drummer producers, and the Human 80s, production group related to electronic music and clubbing, with which he produced and remixed Fashination, cult song by David Bowie.

Both the projects have been produced and distributed by the King Street, historical New Yorker label, one of the finest and most respected labels releasing dance music today. He realized the official Rmx Do you think of me singed by the world-renowned artists Barbara Tucker and Inaya Day (Recline music). He cooperated with Resopal Schallware, the German label releasing all forms of modern electronic music, with which he produced the vinyl EP Jack is Black. In 2017 he has been the Music Director of the Group created by Cristiano Ronaldo, Enrique Iglesias, Paul Gasol and Rafa Nadal in the Zela-Tatel clubs in Madrid, Miami and Ibiza. He is currently participating as a judge in the music show "All together now" broadcast in Italy on Channel 5 and conducted by Michelle Hunziker and J-Ax.

He has performed in many important clubs around Europe and in the most exclusive parties of the Italian fashion community.

The Story

Mi sono avvicinato alla musica alla fine degli anni 70 con i dischi che trovavo in casa. Me ne ricordo alcuni di mio zio più legati alla disco-music, come Donna Summer, Giorgio Moroder, Santa Esmeralda, poi quelli di mio padre, jazz e cantautori italiani: un primo Lucio Dalla, DeAndre’, Gaber, ed infine arrivarono i fantastici Beatles di mia madre.

Iniziai a sperimentare con una vecchia chitarra che avevo in casa, che percuotevo come se fosse un bongo mentre giravo dischi a caso. Con il tempo trasformai camera mia in una piccola discoteca, attaccando ai fili delle casse delle piccole lampadine che si accendevano e spegnevano a intermittenza. Così iniziai a giocare e sognare a tempo di musica…

Non ci volle poi molto da quando sentii un enorme voglia di suonare la batteria, così mi costruii delle bacchette con pezzi di cornici che mio padre usava per i suoi quadri e iniziai a battere su qualsiasi cosa mi capitasse a tiro.

Erano gli anni 80, i soldi non erano tanti e le batterie erano carissime per la mia famiglia, ma con non poche difficoltà finalmente riuscii a comprarmi una “vera” batteria. Iniziai a suonarla di continuo seguendo i dischi che ascoltavo: ToxidoMoon, Police, le prime  produzioni soliste di Peter Gabriel, i Cure, i Kiss.
Durante il primo anno al Liceo scientifico feci le prime esperienze live con qualche gruppo (Side winders, Know how e Stranaeco). Ma il Liceo mi stava stretto, così mi trasferii all'Istituto d’Arte di Porta Romana, bacino della musica fiorentina e di gran parte delle teste matte cittadine. Attaccai un foglietto nei corridoi della scuola, dove dicevo che cercavo un gruppo con cui suonare la batteria. Si presentarono gli Iron Mould, una delle pochissime Glam rock band esistenti in Italia, ed iniziai a suonare con loro.

Mi ritrovai così catapultato nella scena rock metal fiorentina, che era molto viva in quel periodo. Con i ragazzi del gruppo girellavamo per le cantine dove nasceva tutta la musica d’allora. L’odore di muffa e di umido nutriva i riff delle  chitarre e i veloci tempi con la doppia cassa dei magri batteristi del tempo. Andammo ad ascoltare le prove dei Sabotage e dei Bad Toys, e i concerti dei Death SS, dei Rollerblade e molti altri ai teatri Sms di Rifredi, Us Africo e all’Everest del Galluzzo.
Decidemmo di ripulire una cantina che si trovava sotto casa mia in Corso dei Tintori, svuotandola dai residui dell’alluvione del ’67, per creare il nostro “quartier generale”. Iniziammo a esibirci in quei piccoli teatri con il nostro repertorio Glam rock. Amavamo i Kiss, gli Wasp, i Motley Crue e i Van Hallen; quando usciva un nuovo disco correvamo a comprarlo e ci riunivamo per ascoltarlo in religioso silenzio; la sera ci incontravamo allo Scacco Matto a bere birra e a parlar di musica… Ero diventato un vero metallaro.

In quegli anni esistevano fazioni musicali distinte e non compatibili: i metallari odiavano i darkettoni e questi i  paninari e viceversa. C’erano diversi modi di vestire e luoghi dove incontrarsi ben definiti, il motto sembrava fosse: "nessuna globalizzazione”, anzi idee musicali e stili di vita ben separati da non mixare, altrimenti erano guai.

Poi arrivò l’invasione dei synth, la New Wave e l’elettronica che mi trascinarono in un vortice di nuove esperienze.
Ricordo perfettamente la prima volta che andai al Tenax per fare il provino per suonare con i Neon. Avevo poco più di 16 anni e il suono che sentii era qualcosa di totalmente nuovo, sembrava un suono arrivato direttamente dallo spazio, uno spazio oscuro ed elettronico… Lo accolsi e quel suono mi cambiò la vita.

Da quel momento iniziai a riflettere su quanto possa essere pericoloso e limitante confinarsi in un solo genere. Capii in seguito che lo stesso vale per tutti i tipi di musica, compresa la house e la techno: se non ci fossero stati altri generi musicali a contaminarle il risultato non sarebbe la musica dance che abbiamo oggi. Penso che confinarsi in un solo genere equivalga a suicidarsi.

Si può trovare qualcosa di buono ovunque, così come si trova anche tanta merda, ma credo che il vero compito di un Dj sia di proporre il meglio da tutta la musica che ascolta, come fosse un viaggio sonoro verso mete sempre nuove. Altrimenti il mio lavoro sarebbe una noia mortale.

Negli anni 80 "esplosero" i club fiorentini: il Kgb, il Plaigine, il Rock Caffè, la Capitale Dark Station, il Backdoors e il Sicurcave… Gli anni 80 regalarono l’illusione che tutti avessero la possibilità di urlare le proprie idee e sensazioni liberamente, con la musica o con qualsiasi altra forma artistica. Anche se non eri un cantante, un musicista o un pittore, bastava aver qualcosa da dire e avresti trovato il modo e il luogo per farlo.

In quel periodo ero presissimo dalla batteria: suonavo 6/7 ore al giorno e con la 126 bordeaux della mia mamma andavo ogni settimana a Milano a prendere lezioni di batteria. Incuriosito dal mondo della notte, dai concerti, dalle performance fatte nei piccoli locali fumosi mi lasciavo rapire. Poco dopo iniziarono i primi tour con i Neon in Francia, Spagna e Olanda, fino al tour in Russia e gli anni 80 in un soffio se ne andarono…

Con l’arrivo degli anni 90 si consolidò l’house music e l’uso dell’elettronica, dei computer, dei sequenzer e dei sintetizzatori.
Tutto il lavoro che feci in studio di registrazione in quegli anni mi insegnò ad amare le macchine e a sincronizzarmici. Anche allora la mia scelta fu quella di accogliere le nuove tecnologie, senza farmi spaventare o pensare - come alcuni fecero - che le Drum machines potessero rubare il posto ai batteristi. Non fu facile riuscire a interagire in maniera fluida con le macchine, ma quando ci riuscii si delineò il mio carattere musicale ed il mio stile espressivo.
I miei primi dischi dance, il rock, la new wave e l’elettronica rappresentano il mio background che tutt’ora influenza il mio gusto nelle produzioni. Le mie prime esperienze come Dj iniziarono nel night club di mio zio, dove mettevo musica con i dischi lasciati dal Dj che ci suonava di solito.

L’anno 2000 portò i Planet Funk, i rmx, le prime volte a Ibiza, le discoteche e i grandi festival… Nacquero le mie prime produzioni house su vinile, mi avvicinai alla techno, alla minimale e al clubbing e iniziai metter dischi nei piccoli locali che facevano after, ero un DJ ormai e di li a poco mi ritrovai a suonare nelle grandi discoteche.

Iniziò anche la mia residency al Rex e lì  nacque House’n’Roll. Questo party cominciò quasi per scherzo sentendo l’esigenza di ballare la musica che ci piace, come si farebbe a casa la domenica mattina, quando ci si alza senza dover rispettare un certo genere musicale… Venne fuori una serata di “libero” divertimento, dove gente dai gusti musicali  diversi balla insieme, ed è una delle cose più divertenti in città.


Oggi penso sia il tempo di fare un passo indietro per farne tre avanti. E’ finito il tempo delle star-Dj, dobbiamo ripartire dalla musica, dai piccoli club alternativi. E’ ora più che mai il momento di aprirsi alla comunicazione. Trovo esasperato tutto questo apparire che non ha radici: dj che indossano T-shirts con nomi di gruppi rock che non hanno mai ascoltato, tatuaggi e vestiti trasgressivi indossati da menti convenzionali e scontate. Penso che l’apparire in un determinato modo debba essere supportato da un pensiero allineato che abbia a che fare con la consapevolezza e con la volontà di comunicare  qualcosa di interiore, legato ai sentimenti, alla rabbia, all’amore, alla gioia, ai nostri tempi o a qualsiasi altra cosa che sia espressione personale del proprio mondo interiore e non sia solo moda ed emulazione di ciò che è stato…
Gli occhi sono ciechi se la mente non è aperta.

Discography

2005 Leo Martera Aka Omegahom, Dark House (Presslab Records/Level One)
2006 Leo Martera, Unity, Atarisoda Rmx (Presslab Records)
2009 Leo Martera, Drumizer (Atarisoda Rec)
2009 Leo Martera/Alex D'Elia, Kuh Kuh (Frequenza Records - Future Audio)
2010 Leo Martera & Kareem Bennett, Party Animals (Atarisoda)
2010 Leo Martera & Loren Taylor, Universal Dance Mode (Gardenia Records)
2010 Irene Grandi/Leo Martera, Messaggera Di Giove (Bonus Track Itunes)
2011 Leo Martera, El Mariachi (Fingerprint Records)
2012 Leo Martera, Bonzo Rulez (Fingerprint Records)
2012 Leo Martera, Double Original Mix (Atarisoda)
2012 Leo Martera, Double Robotnik Rmx (Atarisoda)
2012 Leo Martera, Honey (Fingerprint Records)
2012 Barbara Tucker/Inaya Day, Do you think of me, Leo Martera Rmx (Fingerprint Records)
2013 Nick Detti, London, Leomartera Rmx (Presslab Records)
2013 Nick Detti, Jungle Bells, Leomartera Rmx (Presslab Records)
2013 Tulioxi, Nin, Leo Martera Rmx (Hot Elephant Music)
2013 Leo Martera, Ash To Ashes (Original Mix)
2013 Leo Martera, Ash To Ashes (Big bass Rmx)
2013 2Toodrums, Morning (Sun Generation Record)
2014 Human 80s, Fascination, David Bowie Rmx Bootleg disco Edit (Recline)
2014 Human 80s, Fix power original mix (Recline)
2014 Human 80s, Fix power Mirco Violi Rmx (Recline)
2014 Human 80s, Dead on the Balcony Rmx (Recline)
2014 2Toodrums, Ride On Me (King Street N.Y.)
2015 Human 80s, Groove on feat William Costello (King Street N.Y.)
2015 Human 80s, Private lives (Recline)
2015 2TooDrums, Love (King Street N.Y.)
2015 2TooDrums, King Stop The Beat! (King Street N.Y.)
2016 Roberta Green, Rihannon, Leo Martera Rmx (Miniaturesrec)
2016 Human 80s, Automatic Code Someone else Rmx (Recline)
2016 Leo Martera/Riccardo sodi, E.P. Jack is black (Resopal Schallwere Berlin)
2016 Leo Martera/Riccardo sodi, Up Woman (Resopal Schallwere Berlin)
2016 Leo Martera/Riccardo sodi, Shame (Resopal Schallwere Berlin)
2016 Eldorado, Spider, Leo Martera Rmx (Elastica Records)
2017 Leo Martera, The Bass EP (BeLove Records)
2018 Leo Martera vs Kareem Bennet Funkadelik Ep (TrasmissionTwo)
2018 Leo Martera, Cinematographic soul (TrasmissionTwo)
2019 Apocalypse (TrasmissionTwo)
2020 Exit (Discoscuro Factory Records)

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